Mi ritrovai per una selva oscura

La stronza verde, con un bel ciaone, s’allontana da me ogni minuto.
E’ fuori dal mio campo visivo, dalla mia portata, dalle mie capacità.

La lascio in tracking sul mio radar mentale, e decido di dedicarmi ad altro.
Devo imparare, devo capire. Devo riuscire.

Mi iscrivo ad un forum. Spaesato, inizio a leggere qua e là, chiedo qualche timida informazione su cosa potrei fare con l’hardware a mia disposizione (Canon EOS 550D, treppiedi con testa a sfera joystick ed obiettivi che spaziano dallo standard 18mm-55mm al 100mm-400mm). Sono conscio che, con tutta la buona volontà, non potrò far molto.

Me lo confermano. Senza pietà alcuna. Ma è giusto così.

Senza una montatura equatoriale, che “annulli” l’apparente moto del manto stellato, posso solo ambire a misere fotografie con un tempo di esposizione davvero limitato. Ne consegue che dovrò usare un obiettivo grandangolare, pose da non più di 10 secondi, ed accontentarmi.

Lo sapevo già. L’avevo già fatto, una volta, fotografando la Via Lattea.

Qual è il problema? Semplificando il tutto, a causa del moto terrestre, gli astri, anche quelli estremamente lontani ed “apparentemente” fermi (nulla, – nulla – è fermo) appaiono in lento movimento. In realtà, ovviamente, il movimento che percepiamo, indirettamente, è il nostro, ma questo poco cambia. Per quanto relativo possa essere, ci si muove. La luce che proviene da stelle, nebulose e galassie è debole. Ad occhio nudo, vediamo ben poco. Fortunatamente il sensore della macchina fotografica ha la possibilità di “impregnarsi” di luce per un tempo arbitrario, dandoci la possibilità di catturare ben più luce di quanta ne catturi l’occhio umano. E’ così facendo che è possibile osservare, a valle di diversi scatti con tempi di esposizione elevati, dettagli, particolari, forme e colori a noi invisibili.

Tutto questo presuppone che il soggetto, nell’arco di tempo in cui stiamo fotografando, stia fermo! Altrimenti sarebbe come fotografare mio figlio: mai fermo, mai immobile, sempre di corsa, sempre mosso, poco definito.

Il moto apparente degli astri è tanto più accentuato quanto più ingrandiamo la porzione di cielo che stiamo fotografando. Se facciamo una fotografia diurna ad un intero prato e, a 50 metri da noi, un filo d’erba si muove, amen. Chissene. Non è poi così un problema, nessuno lo noterà, nella fotografia risultante. Se invece stessimo disgraziatamente zoomando proprio su quel maledetto filo d’erba ecco che ogni suo movimento (seppur lo stesso di prima!) sarà inesorabilmente catturato ed evidenziato. Ne consegue che, senza nulla che provi ad annullare questo moto apparente, sia meglio utilizzare un obiettivo corto, che permetta di fotografare una grande porzione di cielo in modo da darci la possibilità di tenere l’obiettivo aperto per un numero di secondi sufficiente a catturare più luce di quella che vedremmo ad occhio e, allo stesso tempo, far sì che il movimento delle stelle non sia particolarmente evidente, nel risultato finale.

Senza una montatura equatoriale (di cui parlerò nei prossimi post) questo è quanto: obiettivi corti (in termini di millimetraggio di lunghezza focale), pose corte. Il cavalletto, ovviamente, è d’obbligo.

Foto del genere possono essere spettacolari – non fraintendetemi – ma le mie scimmie puntano le loro dita bitorzolute verso oggetti piccini, poco o quasi del tutto visibili. Sono poco interessato a quello che – già – vedo. Stupendo, sì, ma è lì. Voglio qualcosa che non vedo. Voglio che qualcosa mi stupisca.

Finisco per caso su un post: M42, una foto e via.
Click.

L’utente in questione ha inserito una fotografia fatta “al volo” con quello che mi sembra un hardware simile al mio. Urca!
M42, questa sconosciuta. A vedersi, molto carina. vado su Wikipedia e mi documento.

Fischia, ma è in Orione! Ecco cos’era quel tenue puntino che ho sempre, sempre, sempre visto sulla spada di Orione. Ed io che pensavo fosse una stella. Una misera, poco brillante, indegna di nota stellina tenue. Me tapino!

Ho deciso che sarebbe stata mia. Scopiazzo quanto ha fatto l’utente: 300mm, 2 secondi di esposizione e 1600 ISO. Peccato che l’utente abbia omesso che avesse utilizzato una montatura!! Poco importa.

Esco. Torno nel campo di pannocchie, torno al freddo.
Treppiede, obiettivo. Punto. Zoomo.
Provo a focheggiare manualmente, alla bell’e meglio e.. scatto.

Clack.

Controllo il Live View della fotocamera, ovvero il piccolo display digitale che permette di vedere quanto il sensore abbia fotografato.

M42.
Eccola.
ECCOLA!

Non lo sapevo.
Non la vedevo.
ECCOLA!

img_9955_n

Il risultato è pessimo. Mostruoso. Un disastro.
Foto ovviamente mossa (si notino le “tracce” delle stelle, dovuto al loro moto apparente), fuoco inesistente, di dettagli è inutile persino parlare.

Una cagata pazzesca, per intenderci.
Una corazzata Potëmkin che, però, ha lo stesso peso e significato della prima pupù di tuo figlio.

E’ pupù, ma è la prima.
Tanta roba.

Fotografare e vedere quello che non si vede ad occhio nudo è il primo, timido, importantissimo passo della mia avventura. L’emozione, davvero forte, di catturare qualcosa di sfuggevole è valsa il freddo, la fatica ed il tempo dedicatogli.

Sto combattendo a mani nude contro un gigante, lo so. Per ora l’ho centrato con un sassolino. Lui, non se n’è nemmeno accorto.

Ecco M42 fotografata da qualcuno con decisamente più hardware, software e capacità di me. In realtà, quello che ho fotografato io (se di fotografia possiamo parlare…) non è altro che il nucleo della nebulosa. La posa dal tempo davvero limitato non ha catturato tutto quanto attorno a quel brillante nucleo.

mainimage_orion_nebula_m42

Ora che so che esiste, ora che l’ho vista, passerò le prossime sere a documentarmi su di lei. Cos’è, cosa contiene. Sarai mia.

Studierò i suoi punti deboli, comprerò le armi per catturarla.

Con la calma di chi è risoluto nel suo volercela fare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...